21 agosto 2017

  

In questo articolo vorrei parlarvi di un artista a 360° che porta avanti ormai da un ventennio un genere musicale per molti straconosciuto, ma che in realtà, così conosciuto non lo è: il Rock.

Negli anni ’70 parlare di rock Italiano era quasi blasfemia, poi negli anni ’80 le cose cominciarono a cambiare, il rock da “prog” diventò genere di massa, al pari del pop o della musica commerciale.

In questo passaggio importante, voglio inserire la figura di Alessandro Berti.

Alex ha dedicato gran parte della sua vita artistica alla promozione del rock Italiano in ogni sua sfaccettatura.

 

E’ facile parlare di Rock suonando le classiche venti hit che tutto conoscono, è cosa difficile invece, presentare i lati B dei singoli, raccontare gli aneddoti e le storie che hanno dato gli input alle stesure delle canzoni stesse.

Alex Berti ha avuto la lungimiranza di presentare come base i brani più conosciuti dei Rockers italiani, fornendo però, la conoscenza al grande pubblico di altri brani meno importanti che restano comunque basi solide del rock italiano stesso.

Suonare in tribute band brani di Vasco Rossi o Ligabue o dei primi Litfiba non è impossibile, far passare invece il messaggio legato alla creazione dei brani attraverso la storia dei personaggi è si possibile ma necessita di ricerca.

La ricerca, questa bestia che ti aumenta la mole di lavoro e spesso viene fatta passare in secondo piano dal grande pubblico, proprio la ricerca. Quella è la chiave.

Alex Berti entra perfettamente nel tessuto rock e lo sfibra parte per parte offrendo le storie degli artisti scomposte in periodi ben precisi, non si limita a “coverizzare” un artista con le sue band  e i suoi progetti live, bensì crea una storia radiofonica, dettagliata precisa, puntuale e mai noiosa.

Alessandro vive la musica in maniera piena, costruisce fisarmoniche (portando avanti la tradizione musicale marchigiana) e alla sera suona con le sue band in giro per l’Italia. Non pago di ciò, crea format radiofonici che pongono il rock come vero e proprio movimento culturale.

Finche parliamo di Jazz e di Blues parliamo di cultura, una cultura fatta di vita “on the road”, di situazioni sociali difficili, ma il rock ha le stesse basi “on the road”, la durezza della vita del blues la troviamo anche nel rock, ma il rock non è mai stato “sdoganato” dalla parvenza commerciale.

Alex Berti lo sa benissimo e porta avanti questa sua “crociata” musicale con continuo impegno e dedizione.

Il nostro paese ha bisogno di personaggi come Alex Berti perché la nostra musica ne ha bisogno.

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icon date 01:46:22 | icon author Dario Aspesani
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