16 novembre 2006


El leon de Venezuela.           A CURA DI  LUPE, LUNA Y DJ LOMITOS (www.caribeweekend.com)


OSCAR D'LEON Soneros non si diventa, si nasce. Infatti Sonero è la definizione che spetta a colui che riesce a cantare e improvvisare in qualsiasi momento e su qualunque linea melodica con una grande estensione vocale. Allora non c'è dubbio, Oscar D'Leon è nato Sonero l'11 giugno del 1943
nel quartiere Antímano di Caracas, Oscar Emilio León Dionisia ('el leon de la salsa') è probabilmente la più grande stella musicale del Venezuela.
Sin da giovanissimo Oscar De Leon, comincia ad interessarsi alle percussioni e a cantare, mentre di giorno conduceva il suo taxi o lavorava come operaio in una fabbrica della General Motors, la notte si esibiva nei vari pub locali, nelle varie raggruppazioni musicali di cui fece parte (tra gli altri il gruppo di Victor Mendoza o la 'Distincion'), il suo strumento prediletto è il contrabbasso che impara a suonare da autodidatta e ancor oggi è suo compagno inseparabile nei suoi spettacolari concerti (sono da vedere le evoluzioni che gli fa fare). Il nome di Oscar D’Leon e la sua musica sono conosciuti ovunque dall'americalatina agli Stati Uniti, dall'Europa al Giappone. Nel suo paese è un vero idolo non solo come artista ma come uomo perché, nato da una famiglia povera, è riuscito a raggiungere il successo dimostrando che anche una persona di umili origini ce la può fare nella vita. All'inizio della sua carriera, Oscar D'Leon è stato influenzato dai grandi maestri della musica cubana, specialmente dal grande Beny Moré e dall'orchestra Sonora Matancera. Ma grande importanza nella sua formazione musicale hanno ricoperto anche le sonorità impostesi a New York negli anni sessanta, prime fra tutte quelle del grande maestro Eddie Palmieri e degli artisti della Fania. L’esordio di Oscar D’Leon sulla scena è la viva testimonianza di come il caso e il coraggio, se uniti al talento, siano utili per fare strada nella musica. Mentre visitava un locale notturno scoprì che l'orchestra era stata da poco licenziata. Si offrì allora di prenderne il posto. Il direttore del locale accettò e gli diede appuntamento alcuni giorni più tardi. Tutto dunque sembrava volgere per il meglio, salvo un piccolo particolare: Oscar D'Leon non aveva un'orchestra. Convocò allora il suo amico trombettista César Monge e insieme decisero di mettere in piedi in quattro e quattrotto una band per far fronte all'impegno preso. Il gruppo si formò, Oscar cantava e suonava il basso, uno strumento che aveva imparato a suonare da solo come autodidatta. Così il 15 marzo del 1973 nacque la sua prima orchestra: La Dimension Latina, con l' inseparabile Wladimir Lazano , il percussionista José Rodríguez e il trombonista César "Albóndiga ". Nei quattro anni di appartenenza alla band “Dimencion Latina” vengono incise canzoni di successo (il primo singolo inciso è 'Pensando en ti', e nel 1975 Oscar scrive il celeberrimo 'Lloraras'), il 'sound' è come quello di   un' orchestra newyorchese e sono richiestissimi in tutti i club di Caracas, è talmente forte la necessita di incidere che per farlo non hanno sufficenti brani e devono dividere l' album con Victor Mendoza. Nel 1977 nasce in Oscar D’Leon l' esigenza di emanciparsi e forma la 'Salsa mayor', un gruppo fatto a sua misura col quale incide il primo disco veramente suo, le sue fonti di ispirazione sono i grandi 'soneros' cubani (in particolare Beny Morè) ed è sostenuto da una sezione fiati imponente che ricorda le grandi band di New York (Fania) o di Puerto Rico (Gran Combo); con 'salsa mayor' incide "El Oscar de la Salsa", "Siéntate Ahí", "Con Bajo y Todo" cantando in coppia con Leo Pacheco. Negli anni '80 Oscar fu fondatore dell' orchestra 'La Crítica', con cui registra le canzoni : 'Se necesita rumbero', 'monta mi caballo', 'a el'. Oltre ad essere un gran 'sonero', Oscar è uno straordinario 'Showman', si muove con la facilità del balleríno profesionista , è considerato uno dei migliori intérpreti di música afrolatina di tutti i tempi, capace di cantare, ballare e improvvisare e dal vivo 'el León' rugge ancora di più sul palco le sue qualità di improvissatore trovano la giusta misura, la forza necessaria; il risultato sono dei concerti di alto livello dove la generosità e la energía di Oscar D'León conquistano immediatamente il púbblico. Nel 1983Oscar D’Leon visita Cuba (non ci tornerà mai più), che lo accoglie trionfalmente e nella quale lascia la sua impronta musicale; nella décade degli anni '80 registrava le sue tre últime produzioni per la casa discografica TH, con la quale era assieme sin dal principio: "Que Se Sienta" (1998), "Oscar D´León en Pto. Rico", "Auténtico"(1991).
La sua è una carriera quasi perfetta e Oscar D'León sará ricompensato con svariati riconocimenti , i dischi d'oro si susseguono uno dopo l' altro, gli onori si sprecano c' è persino la città di New York, che gli dedica un giorno, il 15 marzo 1998 !
Oscar si è presentato sui migliori palcoscenici del mondo anche in paesi imprevisti, le sue rappresentazioni hanno percorso tutta l' Europa, l' Asia, gli Stati Uniti, il Canada, il Medio Oriente, il Messico e logicamente il Sud America. Dal 1991 Oscar D’Leon passa alla nascente etichetta RMM di Ralph Mercado, le sue incisioni con la nuova casa discografica iniziano con la canzone 'Hay que trabajar' inclusa nell' album 'El numero 100' di Tito Puente, il suo primo album con RMM è il "El Rey De Los Soneros", (nel quale canta anche in coppia con uno dei suoi figli, Yorman), partecipa anche nella "Combinación Perfecta", dove registra a duo "Llego el Sabor" (con José Alberto "El Canario") e "El Son de Celia y Oscar" (con la regina della salsa Celia Cruz).
Nel 1996 presenta l' album "El Sonero Del Mundo" prodotto dal Cubano-americano Willy Chirino, album che riceve la nomination ai Grammy del 1997. Nel 2000 Oscar si lancia in una nuova avventura commerciale, come impresario delle proprie produzioni, fonda la sua propria casa discografica, la Bazz Records dove si unisce al suo compagno di sempre (oltrechè cognato), Wladimir Lozano il rapporto dura sin dai tempi della 'Dimension Latina' e della 'Salsa mayor', con il quale incide i suoi ultimi album.

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icon date 15:26:59 | icon author Dario Aspesani
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