4 ottobre 2017

 

Parliamo di Jazz radicale.


Nei primi anni '20 del secolo scorso per ovviare a problematiche legate alle "diversità" della potenza di suono di alcuni strumenti, si divise la band in postazioni anteriori e posteriori. Cosi la parte ritmica, le trombe e i tromboni finirono dietro. Davanti restarono il clarinetto, il banjo e la chitarra (avendo volumi più bassi). 
Di sax in queste orchestre ancora non si parlava. Però, spesso si trovava la washboard o addirittura la chitarra banjo a sei corde, escludendo in questo modo sia il banjo che la chitarra tradizionale. 


Nella foto in basso, una piccola band di New Orleans. Troviamo il contrabbasso, ma in altre formazioni si poteva trovare il basso tuba o il sausofono.

 

 

il Banjo a 6 corde c.d. Chitarra Banjo

Il Sausofono... uno strumento che andava quasi indossato... 

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icon date 13:06:27 | icon author Dario Aspesani
25 settembre 2017

 

Cosa sarà mai questo strano e raro strumento...

La Shrutibox è uno strumento a mantice (ovvero uno strumento che ha una camera d'aria a soffietto) che emette note.

La muusica "viene fuori" non premendo i tasti come capita con altri strumenti della stessa famiglia, ma, aprendo delle apposite chiavi.

La Shrutibox è uno strumento Indiano, quasi introvabile in Europa e siamo in pochi a suonarlo nel vecchio continente...

Questo strumento nella forma base ha a disposizione ben 13 note ovvero le 7 note con l'aggiunta di un Do di un' ottava più alto e 5 semitoni (diesis o bemolle che siano). Si suona spingendo il pannello posteriore del box, incamerando così aria proveniente dalle feritoie posteriori e facendo gonfiare il mantice anteriore.

E' possibile suonare una singola nota per volta o più note insieme formando dei veri e propri accordi, dato che lo strumento è

perfettamente intonato. Praticando dei colpetti al pannello anteriore riusciamo anche a dare un pò di ritmo alle note che altrimenti risulterebbero quasi interminabili.

In India viene utilizzato per la meditazione e per i canti tradizionali. 

Ho avuto il piacere di apprendere che vi sono forme di Shrutibox molto più evolute con addirittura 36 note! (vedi foto sopra).

 

Abbiamo perciò a disposizione uno strumento quasi completo, per sonorità simile all'organo Indiano a Mantice ma

con una particolarità negativa (se così la vogliamo definire): i suoni nella Shrutibox non cambiano velocemente come capita nell'organo a mantice, ma, il passaggio tra una nota e l'altra richiere qualche secondo (ovvero il tempo tecnico per far passare l'aria nel canali che la conducono alla rispettiva chiave).

La nostra ricerca musicale non si ferma! A breve posterò anche un video sul canale! Stay Tuned!

 

#india #shrutibox #music #etnica #ethnic #darioaspesani

Categorie: Strumenti musicali
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icon date 17:47:55 | icon author Dario Aspesani
21 agosto 2017

  

In questo articolo vorrei parlarvi di un artista a 360° che porta avanti ormai da un ventennio un genere musicale per molti straconosciuto, ma che in realtà, così conosciuto non lo è: il Rock.

Negli anni ’70 parlare di rock Italiano era quasi blasfemia, poi negli anni ’80 le cose cominciarono a cambiare, il rock da “prog” diventò genere di massa, al pari del pop o della musica commerciale.

In questo passaggio importante, voglio inserire la figura di Alessandro Berti.

Alex ha dedicato gran parte della sua vita artistica alla promozione del rock Italiano in ogni sua sfaccettatura.

 

E’ facile parlare di Rock suonando le classiche venti hit che tutto conoscono, è cosa difficile invece, presentare i lati B dei singoli, raccontare gli aneddoti e le storie che hanno dato gli input alle stesure delle canzoni stesse.

Alex Berti ha avuto la lungimiranza di presentare come base i brani più conosciuti dei Rockers italiani, fornendo però, la conoscenza al grande pubblico di altri brani meno importanti che restano comunque basi solide del rock italiano stesso.

Suonare in tribute band brani di Vasco Rossi o Ligabue o dei primi Litfiba non è impossibile, far passare invece il messaggio legato alla creazione dei brani attraverso la storia dei personaggi è si possibile ma necessita di ricerca.

La ricerca, questa bestia che ti aumenta la mole di lavoro e spesso viene fatta passare in secondo piano dal grande pubblico, proprio la ricerca. Quella è la chiave.

Alex Berti entra perfettamente nel tessuto rock e lo sfibra parte per parte offrendo le storie degli artisti scomposte in periodi ben precisi, non si limita a “coverizzare” un artista con le sue band  e i suoi progetti live, bensì crea una storia radiofonica, dettagliata precisa, puntuale e mai noiosa.

Alessandro vive la musica in maniera piena, costruisce fisarmoniche (portando avanti la tradizione musicale marchigiana) e alla sera suona con le sue band in giro per l’Italia. Non pago di ciò, crea format radiofonici che pongono il rock come vero e proprio movimento culturale.

Finche parliamo di Jazz e di Blues parliamo di cultura, una cultura fatta di vita “on the road”, di situazioni sociali difficili, ma il rock ha le stesse basi “on the road”, la durezza della vita del blues la troviamo anche nel rock, ma il rock non è mai stato “sdoganato” dalla parvenza commerciale.

Alex Berti lo sa benissimo e porta avanti questa sua “crociata” musicale con continuo impegno e dedizione.

Il nostro paese ha bisogno di personaggi come Alex Berti perché la nostra musica ne ha bisogno.

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icon date 01:46:22 | icon author Dario Aspesani
19 aprile 2017

 

L'Amonica a bocca è uno strumento che ormai ha compiuto duecento anni! E' uno strumento che si adatta molto bene a diversi generi musicali dal Blues al Folk, passando per il Bluegrass ed il country. Trovò grande successo a metà degli anni '60 anche nel rock diventando uno strumento fondamentale per molti cantanti e musicisti come Bob Dylan (forse il più grande utilizzatore di questo strumento, avendola inserita praticamente in ogni brano per oltre  un ventennio), Bruce Springsteen, Steve Hearle e tanti altri. L'amonica a bocca è uno degli strumenti classici degli One Man Band perchè appoggiata su un reggi armonica la si può suonare lasciando  le mani libere per altri strumenti.

Tendenzialmente l'armonica si divide in due "tronconi" ben definiti: LE CROMATICHE E LE DIATONICHE.

L'armonica cromatica avendo a disposizione un tasto per i semitoni può essere utilizzata in tutte le tonalità.

Se si suona in tonalità di Do maggiore o LA minore (la relativa) non occorre premere il tasto laterale. Conoscendo le scale però sappiamo che la sola scala di Do non presenta alterazioni. La scala di Sol ad esempio ha un fa# pertanto per non "stonare" anzichè suonare la nota di Fa dovremmo premere il tasto per farla diventare un semi tono più alta e così via per le altre scale.

L'amonica diatonica invece, ha una propria tonalità. Se ne trovano in tutti e dodici i semitoni. Se un brano è in RE chiaramente dovrò utilizzare un'armonica in tale tonalità e così via.

Per facilitarvi il lavoro pubblico qui sotto una breve guida che ho ideato per le armoniche diatoniche nelle più diffuse tonalità ovvero: DO, SOL e LA.

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15 aprile 2017

 

 

Salve Ragazzacci, questa settimana è uscita la mia ennesima opera di divulgazione musicale legata alla "tradicion Cubana".

 

 

Avendo molte cose da raccontare, in merito a tale argomento, ho realizzato questa sorta di film documentario della durata di circa quaranta minuti. Sviscerando la pellicola  troverete anche tre mini filmati originali dell'epoca del Trio Matamoros e  di Guillermo Portabales (una rarità). All'interno del documentario presento anche la Chitarra Tres (strumento tipico della cultura Cubana) oltre al Gujiro, le maracas e la Clave.

Il film documentario è incentrato nel periodo 1927-1957. Molto probabilmente farò una seconda parte più in avanti curando il secondo periodo 1957-1997.

Il Film Documentario lo trovate sul mio canale you tube oppure cliccando QUI.

E' ripartita anche la seconda stagione di World Music LAB (avete il link diretto qui di fianco).

Iscrivetevi al canale...non è mai troppo tardi...

 

p.s. La musica latina non è solo "pipiripipi" oppure ragazzotti "abbronzati" che effettuano movimenti pelvici su una base di reggaeton...c'è molto di più...quella è l'unica parte da scartare e buttare nel cesto della indifferenziata.

 

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icon date 19:58:34 | icon author Dario Aspesani

 L'Associazione Letteraria no profit “SCRIVIA – Arti Letterarie”, con sede in Pedaso (FM), p.zza Falcone e Borsellino, 13,  Seg. 0734.932.316 Cell. 348.558.1972 in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Fermo (FM) assessorato alla cultura, con l’intento di valorizzare la letteratura e il territorio: organizzano la Prima Edizione del Concorso Internazionale di PoesiaSCRIVIA” Città di Fermo,  

 
il quale si articola nelle seguenti sezioni:
 
  • Sezione “A”: Poesia INEDITA a tema libero in lingua italiana.
  • Sezione “B”: Poesia INEDITA a tema libero - giovani autori (dai 13 ai 17) 
  • Sezione “C”: Poesia INEDITA a tema libero in lingua straniera. 
SCADENZA 31 Agosto 2017 alle ore 00:00
______________

In concomitanza al concorso ci sarà il PREMIO LETTERARIO SCRIVIA dove verranno premiati personaggi di spicco del mondo della letteratura nazionale tra quali:  scrittori, poeti, musicisti parolieri, sceneggiatori.

Per maggiori info sul bando di concorso CLICCA QUI

 

Categorie: Letteratura
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icon date 19:48:45 | icon author Dario Aspesani
17 marzo 2017

 

 

 

 Una domenica sera conobbi tramite il mio impresario un musicista. Fin qui nulla di che, ne conosco tanti, parlando poi però, scoprì, che quel signore aveva un vissuto e un passato musicale da far invidia a tanta gente oggi giorno “famosa”.

Incuriosito dopo un breve dialogo, senza battere ciglio,  lo invitai “ a scatola chiusa” nella mia trasmissione su FM TV “Kultura & Musika”.

Avevo già ascoltato alcune sue composizioni nella settimana precedente l’intervista in modo da essere ben preparato. La sua musica già nell’ascolto dei primi secondi mi aveva colpito molto, poi quando lo vidi arrivare in studio con in spalla un “Oud” (strumento a corde di origine Persiana) cominciai a guardarlo in un altro modo, si aprì un mondo.

E’ proprio vero, per capire bene la musica di un autore devi conoscerlo… io ho avuto questa fortuna!

Cominciò a raccontarmi la sua vita musicale, prima con il gruppo folkloristico storico della “Macina”, poi delle sue esperienze musicali con Marco Poeta (l’unico “fadista” Italiano ed Europeo accumunato ai grandi maestri portoghesi) e di tutto il suo bagaglio cultural-musicale che si portava dietro.

Secondo  me quest’uomo rappresenta in toto il vero “modus vivendi” del musicista “pionierista”.

Oltre alla moltitudine di strumenti suonati (chitarra, Oud, violino, mandolino, ecc.) riesce ad intrecciare magicamente suoni provenienti da svariati paesi creando una miscela unica. I suoi arrangiamenti creano un prodotto autoctono, con una sua cultura, dove le contaminazioni sono presenti ma abilmente unite tra loro.

L’arte va fatta per essere fatta e non per cercare la fama ed il successo, Adriano Taborro questa cosa la sa bene, e sa anche bene che un musicista per essere se stesso e per esprimersi a 360 gradi necessita di libertà. Lui questa libertà se l’ha creata con tanti sacrifici e con tanto studio ed è meritata in pieno.

La libertà artistica ti fa essere te stesso, unico ed inimitabile, cosa assai rara oggi.

Quando fai una scelta del genere chiaramente precludi tanti facili guadagni (che la stragrande maggioranza dei musicisti invece insegue), ma riesci a “inventare” modi nuovi di suonare, di arrangiare e di proporre prodotti musicali autentici.

Adriano Taborro ha scritto diverse musiche, ogni brano potrebbe essere una colonna sonora, un’ opera unica, un viaggio…

Attualmente Adriano Taborro milita in diverse formazioni live tra cui la band di cui è fondatore gli “Oneiric Folk” dove propone proprio la musica di cui è autore.

Buona fortuna Adriano, uno degli ultimi pasionari della musica.

Per accedere al suo canale e ascoltare la sua musica clicca QUI.

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icon date 00:01:25 | icon author Dario Aspesani
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